I MINORI E I SOCIAL: LA NECESSARIA SORVEGLIANZA DEI GENITORI

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Sempre più spesso i minori hanno accesso ai social networks e a volte in maniera incontrollata da parte degli adulti.

Cosa dice la legge in proposito?

Il Tribunale di Brescia, sez. I, con la recentissima pronuncia del 4 marzo 2025, n. 879, sulla scorta di un consolidato orientamento della Corte di Cassazione (ex multis: Cass. civ., Sent. 19 ottobre 2007, n. 21972; Cass. civ., Sent. 16 giugno 2005, n. 12965; Cass. civ., Sent. 20 gennaio 2005, n. 1148) ha stabilito che i genitori devono controllare i profili social dei figli minorenni, compresi quelli falsi, in particolare quando si trovano in una condizione di fragilità o immaturità.

In materia di danno cagionato dal minore, infatti, attraverso l’uso distorto dei social, si configura una responsabilità diretta del genitore fondata sull’inosservanza del dovere di vigilanza sul soggetto incapace, ai sensi e per gli effetti dell’art. 2047 c.c.

Così, una coppia di genitori è stata condannata al risarcimento del danno di ben 15.000,00 euro, in quanto la loro figlia minorenne è stata artefice di condotte diffamatorie e denigratorie ai danni di un altro soggetto, consistite nella creazione di profili social falsi, sui quali erano state caricate immagini pornografiche.

I genitori, per evitare la condanna, avrebbero dovuto dimostrare l’esistenza di uno specifico ostacolo che, di fatto, avrebbe impedito di esercitare la dovuta sorveglianza sull’incapace. Il sorvegliante, dunque, deve fornire la prova (negativa) di non aver creato, nè lasciato persistere – con la mancata sorveglianza –  situazioni di pericolo, tali da rendere più agevole la condotta lesiva del minore.

Può essere una giustificazione da parte del genitore dichiarare di non avere dimestichezza con la tecnologia? La risposta è decisamente no! Così come non è sufficiente dimostrare di possedere la password di accesso ai profili del minore, se poi, concretamente, il genitore omette il controllo.

Ai genitori di oggi spetta l’arduo compito di educare e vigilare anche sull’uso dei mezzi digitali, consegnati sempre più precocemente, nelle mani dei minori.

Avv. Sabina Grisorio